Manfredonia, 05 luglio 2021. Il giorno 28 giugno 2021, dopo un anno di rinvio causa covid 19, nella parrocchia Stella Maris di Manfredonia, si è celebrato lo sposalizio di Chiara Colella di Roma con Pasquale Prencipe di Manfredonia.
Sono convolati a giuste nozze, libera e voluta scelta da parte dei due sposi. E lei Chiara, ammaliata dalle bellezze della nostra città, Manfredonia, che ha maggiormente e fortemente voluto che il loro sposalizio si celebrasse nel bel golfo sipontino, che si apre sontuosamente alle coste frastagliate e ai magnifici faraglioni del favoloso Gargano con le sue meraviglie a insinuose insenature e anfratti omerici. E lei CHIARA, quando è comparsa, nella sua bellezza delicata, accompagnata dal suo papà Francesco, scendendo dall’auto nuziale, ha lasciato a bocca di meraviglie i numerosi presenti.
L’abito sponsale, opera artistica del celebre e storico atelier di Roma di Elvira Gramano, sontuosamente e sfarzosamente delicato, si stagliava, sull’affascinante Chiara, di bellezze raffinatamente semplici, con il suo tulle teso, con le sue sete luccicanti e disarmanti, con i suoi pizzi riccamente adornati di perle e perline, e preziosi candidi arabeschi a infiorescenze e fiorami, nel loro cortese splendore, delicatamente raffinati, si elevano, come floride primavere, dal corpetto a far da bretelline fiorite. E poi un magnifico velo, diviso in due, a scendere nel suo biancore, chiuso a cuciture ondeggianti, oltre il lungo velo a far da magnifico strascico in leggera evanescenza di antichi candori.
Ma, prima dell’arrivo della sposa, ad attenderla, accompagnata da, sua mamma Rosa, in splendido abito di azzurro infiorato della celebre boutique Kabaret, vi era, come da antico canone rituale, lo sposo in abito dell’atelier Pignatelli, dalle linee morbide , classicamente raffinate e magnifiche nel suo delicato avion, a modello splendidamente coreano, in convergenza assai armoniosa col candore del gilè in abbottonatura impercettibilmente lieve, da cui splendido fuoriesce un cravattino fermato da una spilla luccicante, in delicata comparsa.
É così nella parrocchia Stella Maris che sono state celebrate le nozze dall’intrepido don Alessandro Gambuto, severo quando occorre, ma poi colmo di dolcezze di amore cristiano e di coinvolgimenti evangelici. Don Alessandro ha officiato, con partecipazione emotiva, coinvolgente e travolgente, soffermandosi, durante la calorosa omelia, sull’aspetto divino del matrimonio.
Con ragionamenti e sillogismi profondamente teologici, soffiati di Spirito Santo, il giovane parroco evidenziava, suadendo e incantando l’ uditorio, il valore intrinsecamente divino dello sposalizio, che promana direttamente da Dio, e al quale l’Onnipotente tiene più di tutto e di tutti, per effetto dell’atto creativo, legato intimamente alla Creazione dell’Universo, affidata nel proseguio dei tempi all’Unione delle “due carni” “in una”.
Un elemento, chiosato chiaramente e lucidamente, con raziocinio di ragione e di fede, che si è fatto breccia nelle menti all’improvviso fatte molto attente, e nei cuori tumultuanti per coinvolgente e travolgente commozione sillogistica, altamente ispirata. Da parte di moltissimi non si era udito mai del Sacramento del Matrimonio, come diretta e privilegiata promanazione dell’Onnipotente.
L’emozionante funzione è stata intercalata e resa ancora tanto più coinvolgente dai canti, eseguiti con maestria consequenziale dalla corale della parrocchia, composta dall’ecclettico maestro, bravo direttore concertatore, Matteo Di Candia alle tastiere, e dalle voci melodiose di Maria Grazia La Torre, Anna Pia Rinaldi, Luciano Trotta, e dall’incantevole noto soprano Stefania Valente, capace di adattamenti ed estensioni vocali in intensità squisitamente e sottilmente molto armoniose, che ne lasciano intravedere notevoli doti canore, in stile delicatamente squillante e in convergenza originale di mirabili leggerezze da un punto di vista precipuamente lirico.
Nelle armonie musicali la celebrazione eucaristica è proseguita, salendo di impulsi commotivi al momento fatidico del rito del pronunciamento di libera scelta e di volontà all’unisono di CHIARA e PASQUALE di unirsi, con voci rotte dall’emozione, in matrimonio secondo il sacro rito di Santa Romana Chiesa. Poi, dopo la lettura da parte di don Alessandro della Benedizione papale, giunta dalla Santa Sede in pergamena, un lungo scroscio di applausi ha suggellato il santo incantesimo dello sposalizio alla presenza dei testimoni, Francesca De Sanctis e Alessandro Colella. Ancora poi un fragoroso applauso, in continuità giubilante, è prorotto un fragoroso applauso all’uscita degli SPOSI al sole radioso, attraversato da sinuose e refrigeranti brezze marine. Gli sposi sono stati condotti nei luoghi più suggestivi per le foto di rito a cura della nota ditta fotografica Aristofoto.
Mentre genitori, parenti e invitati si sono diretti verso il rinomato hotel ristorante ” Il Porto” di Mattinata, posto su un’incantevole altura, che domina magnificamente le cale portuali e insenature mozzafiato, splendenti a giorno di glauche acque, e a sera di luci a tremuli riflessi a perdersi in pitture surreali e romantiche immaginazioni. E, dopo un lauto banchetto, con specialità originali e succulenti, si è pervenuti al taglio della torta degli Sposi, CHIARA e PASQUALE, e dietro brillavano fontane pirotecniche a far tenda bianco argento, fino all’incendio di splendide e variegate fantasie pirotecniche, a cura della ditta Piroparty, che salivano colombelle per aprirsi a magnifici fiori multicolori, scintillanti sulla placida marina dell’antica “Matinum”.
Auguri agli sposi e complimenti per la scelta di Mattinata, c’è una foto stupenda scattata nella baia.
Mica sapete se per caso ….
Da quanto in qua un tastierista auto didatta è un MAESTRO CONCERTATORE?? Non è forse un articolo un tantino gonfiato?
Tra l’altro chi ha scritto l’articolo ignora tante cose: anche per un grande musicista di fama darebbe risultata inesatta la locuzione “maestro concertatore”, che si riferisce ad un ruolo ben preciso lontano anni luce da questo frangente. Quindi, prima di scrivere, informatevi! E non bastano aggettivi esagerati, messi lì per ingannare il lettore. L’arte è altro!!! Questa è solo pubblicità e business.