Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha concesso a un uomo di 64 anni, originario di Catania e condannato per associazione a delinquere, la prosecuzione della detenzione domiciliare per la durata di un anno. La decisione prevede che il condannato rimanga agli arresti presso la propria abitazione, una misura alternativa alla detenzione carceraria già in atto.
La sentenza del Tribunale di Sorveglianza ha accolto le argomentazioni presentate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Michele Ciruolo.
Secondo quanto emerso, il legale ha dimostrato che sussistono le condizioni necessarie per proseguire il regime di detenzione domiciliare, garantendo al contempo il rispetto delle esigenze di sicurezza pubblica e l’osservanza delle norme previste dalla legge.
Il 64enne era stato condannato per associazione a delinquere, un reato che prevede pene severe per il coinvolgimento in attività criminali organizzate. Tuttavia, la legge consente in determinati casi l’applicazione di misure alternative alla detenzione in carcere, specialmente quando sussistono motivazioni umanitarie, di salute o particolari condizioni familiari. In questo caso specifico, la difesa ha evidenziato elementi che hanno convinto i giudici dell’opportunità di confermare la misura domiciliare già in corso.
L’avvocato Michele Ciruolo, nel commentare la decisione, ha espresso soddisfazione per l’esito favorevole ottenuto, sottolineando l’importanza di una difesa che sappia valorizzare le circostanze particolari di ciascun caso.