Manfredonia – “Al tempo ero consigliere regionale. Eravamo verso la conclusione del secondo mandato di Paolo Campo. Ci fu una verifica sulla staticità dell’immobile. Una perizia diede esito negativo: problemi di staticità. L’immobile in questione poteva collassare da un momento all’altro. Da qui l’ordinanza di sgombero“.
E’ Angelo Riccardi, attuale consigliere di Emiliano per la Task Force Occupazione e Politiche del Lavoro, già tra l’altro Consigliere regionale della Puglia, sindaco del Comune di Manfredonia, assessore ai lavori pubblici del Comune di Manfredonia, a ricordare a StatoQuotidiano.it cosa avvenne nel 2007 quando il Comune sipontino stabilì l’ordinanza di sgombero per l’immobile di via Don Minzoni civico 17, di recente tornato d’attualità dopo un video denuncia, raccolto da Antonio Castriotta, da parte dei residenti dell’area per il degrado ambientale, al di là della questione agibilità della palazzina.
L’emendamento del 24 luglio 2009, poi il nulla
“Come consigliere regionale, il 24 luglio 2009, ho presentato un emendamento – che è stato approvato dal Consiglio Regionale – per accelerare al massimo il rilascio delle autorizzazioni necessarie per la ricostruzione dell’immobile. Feci un emendamento alla legge sulla casa che consentiva, anche in presenza di un immobile con pericolosità idraulica medio – alta, di realizzare un 40% di volumetria in più. Potevano demolire e costruire 2 piani in più, questo gli avrebbe consentito chiaramente di avere risorse per gestire l’intera operazione. Tre imprenditori edili di Manfredonia trovarono l’accordo con il condominio, ma poi non se ne fece più nulla“, dice Riccardi.
Al tempo il comunicato del PD di Capinatata fu trionfale: “Svolta per lo stabile di via Don Minzoni: passa in Consiglio Regionale l’emendamento Riccardi che consentirà agli inquilini un rapido iter autorizzativo oltre ad un notevole riduzione dei costi di realizzazione“. Qui il testo integrale.
“Tra gli altri emendamenti, il l’Assemblea Regionale ha recepito favorevolmente ed approvato la richiesta avanzata dal consigliere regionale Pd Angelo Riccardi di una modifica all’articolo 6 (Limiti di applicazione) della legge che consentirà tempi rapidissimi dell’iter autorizzativo dello stabile di Via Don Minzoni in Manfredonia, evacuato due anni fa. In questo modo i proprietari dell’immobile, vittime fino ad oggi di un incubo, potranno ricostruire i propri appartamenti con notevole riduzione dei costi“.
In verità, come detto, non se ne fece nulla. E la vicenda dell’immobile di via Don Minzoni civico 17 rimase ferma a quella ordinanza di sgombero.
Ma facciamo un passo indietro.
Partiamo dal racconto di una residente. 11 maggio 2007 – 22 ottobre 2017. “Il postino continuare a portare i giornali, e lo stesso dicasi per i volantini pubblicitari. Come se non fosse successo nulla. Come se, da quel maggio del 2007, i residenti fossero lì, a salutarsi, a scendere e a salire le scale. A dirsi buongiorno per poi affrontare il reale”. Il 22 ottobre 2017 ritornò nello stabile di via Don Minzoni 17 la già ‘bambina’ Luigia, per raccontare ora da donna cosa avvenne.
La storia. L’evacuazione del 12 maggio 2007, il racconto di Luigia
Come ricordato in passato (dalla lettera dell’allora amministratore del condominio), ”Era il 12 maggio del 2007 quando in via don Minzoni, nel quartiere Croce, al civico 17 di una palazzina di cinque piani costruita negli anni sessanta, furono sgomberate le ventitré famiglie residenti. Una vera beffa architettata dal destino per le famiglie che in quello stabile avevano investito i risparmi di una vita o di quelle che vi si erano appena insediate ed avevano acceso da poco un mutuo.
La decisione di evacuazione, maturata per la paventata ipotesi di un possibile cedimento strutturale della palazzina, era stata adottata la sera precedente con un’ordinanza del sindaco (del tempo,ndr) durante una riunione convocata d’urgenza presso la sede del municipio. L’allarme era stato lanciato dagli stessi condomini per via di crepe e fessurazioni apertesi con insistenza nel corso degli anni. All’esecuzione dei controlli aveva fatto seguito la decisione di sgomberare con urgenza l’edificio. Da quel 12 maggio del 2007 le ventitré famiglie non hanno più fatto rientro nei loro appartamenti e ad oggi lo stabile giace abbandonato e transennato. La soluzione prospettata ora è quella della demolizione e della ricostruzione dell’edificio”.
A 11 anni dallo sgombero la testimonianza di una già bambina
“Ho voluto ricordare la mia infanzia, la mia casa. Il luogo dove ho mosso i primi passi, dove ho detto le prime parole, dove ho passato i momenti più belli con la mia famiglia. Fermi a 11 anni fa pensando che rimanesse un semplice ricordo”, disse nel 2017 la signora Luigia.
“Le immagini che allego mostrano le attuali condizioni della mia proprietà. Probabilmente sarà lo stesso anche per le altre 23 abitazioni. Anzi, forse non proprio 23 dato che, forse, qualcuno ci abita ancora nello stabile, nonostante un’ordinanza immediata di sgombero”. “Potrete notare – continuò – come la recinzione di sicurezza sia oramai diventata un parcheggio. Ci sono furti e una situazione di sicurezza nell’area davvero precaria”. “Avrei tanto da dire ancora ma oggi – concluse Luigia – preferisco agire con i fatti. Con le immagini di questa casa, senza aggiungere altro”.
La precedente testimonianza di Rosa
”VIA DON MINZONI 17: lo sgombero. Nel 2007, l’allora sindaco, posò la mano sul capo di mia figlia di 8 anni dicendole: “non avere paura, il sindaco non vi abbandonerà mai“. Qualche tempo dopo lui fece visita alla sua scuola elementare, tornò piangendo e disse: ”mamma ma ora il sindaco MI TOGLIE ANCHE LA SCUOLA?” . Non è stato facile tentare di spiegare una situazione che pareva assurda anche a me. Non è stato facile spiegarle che l’assessore ai servizi sociali sbagliava quando ci mortificò dicendo che capiva cosa provassimo, poichè a lui era saltato il pavimento ed era stato costretto ad alloggiare dai genitori per un mese. Non era facile spiegare che i nonni volevano ospitarci ma il nostro piccolo reddito si sarebbe accumulato a loro, rovinandoli di tasse. E non fu facile quando, ad una mia presa di posizione “se non sapete gestire un’emergenza torno a casa mia” mi risposero :”noi ti togliamo tua figlia e la mettiamo in istituto” La mia bambina oggi è cresciuta. Ed è consapevole di essere stata abbandonata.
Così sui social, Rosa, cittadina di Manfredonia relativamente alla vicenda dello stabile di “via Don Minzoni 17, che nel 2007 fu sgomberato a causa del ritrovamento di alcuni pilastri portanti privi di copertura cementizia”.
E il presente? E il futuro dell’immobile?
Nel corso degli anni, da raccolta dati di StatoQuotidiano.it, non ci sarebbe stata la volontà da parte di tutti i condomini interessati di firmare una permuta. In seguito, si era riusciti ad ottenere dalla Regione 588.000 € a fondo perduto per il miglioramento sismico dell’immobile, grazie anche al superamento dell’iter di verifica con consegna dei documenti richiesti in tutte le fasi per gli interventi. Per incamerare i fondi però era necessario iniziare i lavori entro un certo termine. E anche in questo, non c’è stata l’adesione globale da parte dei condomini di firmare il contratto con l’impresa; da qui la decadenza del finanziamento della Regione.
Ancora: il bonus 110%, al momento della firma ancora un rinvio. Questo nonostante, con il bonus del 110%, cedendo il volume in più del piano casa (grazie agli emendamenti proposti e approvati dalla Regione Puglia) i condomini avrebbero potuto ottenere il 75% di ogni appartamento “senza elargire un solo centesimo di euro”.
Per l’attualità: la polizia locale di Manfredonia ha raccolto la segnalazione di StatoQuotidiano.it relativa al degrado nell’area. Dal Comune di Manfredonia, come avviene purtroppo spesso dall’insediamento dell’Amministrazione del sindaco Gianni Rotice, silenzio da chi si occupa di comunicazione per l’Ente all’invio della stessa segnalazione.
Silenzio. Lo stesso silenzio che Luigia ha avvertito rientrando nell’immobile di via Don Minzoni n.17 da donna, dopo averla vissuta da bambina. Silenzio.
Focus articoli Stato Quotidiano
Via Mazzini, ‘picchetti’ in strada, saltano i copertoni – 02.07.2014
Manfredonia, emergenza abitativa. Soggetti fragili allontanati da stabile (VD)
Manfredonia, stabile don Minzoni: la lettera di Di Bari.
Atti in allegato
comunicato_emendamento_riccardi_a_piano_casa (1)
PROT 1931 7-5-2019 Atto_2019_139_073_DIR
PROT 4302 06-11-2019 PROT 4585 05-12-2019
073_DIR_2020_00091_Determina_signed Interpello Risposta sub_6390867391490555731_AGEDRPUG_59681_2020_1062
Accoglimento Progetto 2015-04-28 Prot 15202
Alla fine la colpa è di Rotice,ma riccardi mi faccia il piacere,anzi si vergogni hai una bella faccia tosta
Vorrei spezzare una lancia a favore di Riccardi. Ha fatto sicuramente degli errori ma nel bene e nel male è stato un Sindaco reale non virtuale. A prete le tante opere realizzate con Campo e lui come Sindaco purtroppo sono stati accesi molti debiti, magari confidando nell’aiuto dello stato che poi non ci fu. Politica del consenso tra opere interessanti e opere fuori luogo o illusive. Però, rammento che quando ricoprì la carica provinciale ottenne molte risorse per il restauro delle scuole. Un uomo dinamico e intelligente, un decisionista forse poteva dare molto di più, però è stata una figura istituzionale reale una figura reale e non surreale. Fa bene a difendersi.
Sig. Riccardi ma oltre alla solita barzelletta cosa ha fatto lei di concreto da sindaco? Poi sig.riccardi ma l’attuale sindaco non è una sua creatura? Se non ricordo male eravate culo e camicia ma famm u piacior statt citt
Andrebbero effettuati centinaia di prove di carotaggio nelle palazzine costruiti in passato, principalmente negli anni 60….. tutti costruttori…un paragone con oggi… tutti gestori di B&B, ma questa è un’altra storia perché i B&B non sono a rischio crollo ma a rischio fallimento. Il tempo mi darà ragione.
Task Force occupazione e politiche del lavoro, qualcuno mi può spiegare cosa significa ?.
È per caso una nuova POLTRONA Politica di spartizione del potere a carico dei contribuenti?????……
Sei un grande politico.
Paveri noi… tutti hanno ragione abche chi, sia da tecnico comunale che da amministratore comunale ha controllato la regolare esecuzione dei lavori (?), e congiuntamente ne hanno rilasciato i relativi documenti (carta straccia) che ne permettevano l’emissione dei certificati di abitabilità/agibilità. Tutto falso… carte dovute a chi con molta disinvoltura ha realizzato un fabbricato che oggi è stato realizzato sapendo che i veru controlli non ci sarebbero stati… se non sulle carte…tant’è che come fosse stato, di fatto, realizzato un fabbricato di “carta”…
Viva l’Italia di cui il nostro comune ne fa parte… con tutte le sue leggi, regolamenti e quant’altro e poi cadono, palazzi, ponti, viadotti ecc…
Caro Angelo, mi risulta che qualche costruttore era interessato, ma I proprietari chiedevani la luna nel pozzo. A voglia a stare cosi.
Non saranno mai perdonati a te, a Campo e Rotice il fatto che avete distrutto una immensa scogliera secolare in pienissimo centro urbano. Avete permesso che compisse un scempio orribile.. che Dio abbia pietà di voi.
X Tommaso vatti a documentare bene di cosa a fatto Riccardi ma mi pare ca tin a ckep d legn e non riesci. Un consiglio vat feij na pomp
Una storia triste😢
Chi non ha passato una sciagura del genere non può capire. Non so chi tra l’amministratore, imprese costruttrici o altri stiano facendo– su questo palazzo perché non riusciamo ad arrivare ad una conclusione e sono passati già 17 anni.
Se fanno i carotaggi i 3/4 dei palazzi sarebbero inagibili.
C’è sicuramente qualcuno che ha intascato soldi veri. Altrimenti è incomprensibile che non si sia potuto raggiungere un accordo tra i proprietari e che non se ne raggiunga alcuno.